Congo: pigmei e bantù, una scuola per convivere

Congo: pigmei e bantù, una scuola per convivere

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Congo: pigmei e bantù, una scuola per convivere

In un villaggio nella foresta congolese, due etnie che si scontrano da sempre, chiedono alle suore missionarie appena arrivate di fondare una scuola. Ma ognuno vuole la sua. Che fare?

Data di pubblicazione: 11/04/2017

La convivenza tra etnie non è semplice in nessuna latitudine. Lo dimostra questo progetto realizzato con le suore francescane missionarie del Sacro Cuore nella Repubblica Democratica del Congo. A raccontarcelo è suor Rita Panzarin, la responsabile.

L’incipit sembra il prologo di una fiaba africana. A Sembè, piccolo villaggio nel cuore della foresta, ci sono due etnie in contrasto. Una è costituita dai pigmei, uomini che vivono nella foresta da oltre 30 mila anni. L’altra dai bantù, arrivati «solo» 2 mila anni fa, che si sono insediati lungo le strade. All’inizio le due etnie trovano un modo di convivere: i bantù, che temono la foresta, ricevono dai pigmei materiali e cacciagione, donando in cambio a questi ultimi il metallo per le armi. Ma un giorno l’equilibrio si rompe: i pigmei escono dalla foresta e i bantù li rendono schiavi, diventando i padroni della zona.

Nonostante siano passati secoli, la situazione è a questo punto quando suor Rita e le consorelle aprono la missione nella zona. L’unica novità è che le due etnie nel frattempo hanno incontrato un missionario francese che ha «costretto» due dei loro figli ad andare a scuola, in una città a un centinaio di chilometri da lì. Li portava e li andava a prendere ogni fine settimana. Risultato? Almeno due persone in tutto il villaggio ora sapevano leggere, scrivere e far di conto.

Leggi l’articolo completo nel numero di aprile 2017 del «Messaggero di sant’Antonio» e nella versione digitale della rivista.