Aggiornamenti dei progetti

Siamo veramente felici! L'Abbé Henry, dopo tanto silenzio dovuto alla situazione critica, ci ha mandato nuove foto

... quanto precario e difficile il lavoro di chi opera in queste terre di frontiera...

La situazione nella zona è veramente critica... Ce lo spiega anche l'Abbé Henri:

Chère Silvie,

Les 2 messages de la Caritas me sont bien arrivés. Je m'excuse que je n'ai pas pu vous envoyer les photos des travaux en cours malgré les temps durs que nous traversons dans notre province du Kasai, au centre du Congo Démocratique.

C'est un moment très critique et on ne sait pas quand la situation pourra se décanter.

 

Dans l'entre temps, la situation ne fait que se détériorer.

1. Les paroisses sont fermées, et il n'y a pas eu la messe des rameaux comme à Pâques. (le parrocchie sono chiuse...)

2. Les prêtre et les soeurs vivent en brousse par peur des représailles des miliciens. (suore e sacerdoti si sono nascosti per paura dei miliziani)

3. Pour me déplacer comme prêtre, je dois me déguiser (lui stesso deve nascondersi)

4. La population qui n'était pas inquiétée dans notre zone, vit actuellement en brousse craignant la guerre entre les différents miliciens.

     Hier, en téléphonant dans la paroisse du projet, il n'y restait que les 2 médecins et les malades. (la popolazione è spaventata)

5. Voici les photos du travail déjà fait. On aurait pu déjà monter la toiture, mais malheureusement, tout le matériel est à Kananga (80 Km), et personne de nos transporteurs ne veut prendre le risque d'un tel voyage à pied comme par camion. On est là en attendant que la situation se débloque. Nous regrettons beaucoup pour ce retard, demandons compréhension de la part de Caritas.

A tous les collaborateurs de Caritas, Je souhaite une bonne fête de Pâques.

Abbé Henri Benda

(i lavori sono andati avanti ma ora il materiale è a Kananga e nessuno riesce ad andare a prenderlo, rischiando il viaggio)

 

Resoconto seconda rata:

acquisto di 113 sacchi di cemento, 7.000 mattoni, 29 tonnellate di sabbia con trasporto da Kananga a Mbulungu e pagamento della manodopera.

Hano cominciato anche l'innalzamento dei muri, come si vede dalla foto di copertina.

Ci scrive l'Abbé Henry Benda, scusandosi per non aver mandato prima il resoconto...

Chère Silvia,

Merci pour votre message d'hier relatif au projet en cours. Les engagements pour la fete de Paques ne m'ont pas permis de vous envoyer le rapport sur ce qui a été fait avec la 1ère tranche du financement.

A travers ces quelques photos et le rapport financier ci-joint, vous pouvez vous-memes apprécier ce qu'on est en train de faire. Je vous en souhaite bonne reception et meilleurs voeux de Paques.

     Abbé Henry Benda

 

I lavori di scavo delle fondamenta sono stati ultimati, e il Vescovo visita il luogo del progetto...

Il progetto in sintesi

Il Vescovo scrive che la chiesa locale cerca non solo di promuovere la evangelizzazione ma anche di partecipare agli sforzi per lo sviluppo e la ricostruzione del Paese e che lui cerca di appoggiare tutte le iniziative che possano aiutare la sua gente in una diocesi che conta più di due milioni di abitanti e comprende 36 parrocchie divise in 3 zone pastorali.

Molte sono le malattie che affliggono la popolazione. In tutta la provincia ecclesiastica del Kasai, BDOM è la struttura che coordina e gestisce il sistema sanitario e crea una collaborazione tra la chiesa cattolica e lo stato congolese.

L’ospedale di riferimento si trova a Mikalayi, a 70 km e nella zona e nella zona di Saint Pierre Mbulungu, dove si vorrebbe realizzare il progetto, a causa della mancanza di infrastrutture sanitarie e di difficili accessi geografici, le cure sono un lusso per il 60% della popolazione. Si contano circa 1.500 abitanti, ma nel periodo scolastico si arriva a 2.500. L’area sanitaria serve comunque un bacino di 15.000 persone.

Qui è già operativo un piccolo centro sanitario, ma mancano le medicine essenziali e generiche: esiste un centro di raccolta ma non ci sono fondi e non viene fatto credito, per cui si rinuncia ad acquistarle e a curarsi. Le attrezzature sono obsolete e c’è poca informazione tra la popolazione. La struttura non riesce ad accogliere tutti coloro che ne fanno richiesta e riesce solo a rispondere in modo inadeguato ai bisogni urgenti della popolazione.

Si vorrebbe quindi costruire un padiglione per la medicina interna e fornire tutto il centro con nuove attrezzature. 

La popolazione contribuirà con la fabbricazione di mattoni (già iniziata), trasporto di acqua e sabbia. 

Referente: Abbé Henry Benda Bamanya