Un ospedale per l’Amazzonia

Un ospedale per l’Amazzonia

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Un ospedale per l’Amazzonia

È l’unico punto di riferimento per decine di migliaia di indigeni dell’Ecuador, ma rischiava la chiusura. Pericolo scongiurato grazie a Caritas Antoniana.

Data di pubblicazione: 23/08/2016

Di Ecuador in Italia si sente parlare davvero poco: periferia del mondo, arriva in coda alla cronaca appena appena se, come accaduto in aprile, interviene un devastante terremoto (7,8 gradi Richter). Ma bastano già poche settimane per scordarsi delle 660 vittime e dei 29 mila sfollati, rimuovendo il problema, se non le macerie.

Nel Paese sudamericano Caritas Antoniana è molto attiva, e non solo nell’emergenza, bensì prima, durante e dopo. Così non stupisce lo stanziamento speciale che il consiglio direttivo in giugno ha approvato per ricostruire un asilo nido a Jama, sulla costa pacifica. Delle evoluzioni dei lavori vi terremo aggiornati; in questa prima fase si stanno sgombrando i detriti della precedente costruzione, completamente collassata.

Non ha invece subìto danni un’altra struttura ecuadoregna ampliata grazie alla carità della Famiglia antoniana. Siamo più all’interno rispetto all’epicentro del sisma, nel pieno della foresta amazzonica e precisamente ad Archidona. Qui, negli anni Quaranta, i missionari giuseppini del Murialdo realizzaronoun ospedale, ancor oggi unico punto di riferimento sanitario per cure generiche e specialistiche per circa 120 mila persone. La struttura è gestita dal vicariato apostolico del Napo, in collaborazione con le suore dorotee di san Giovanni Farina.

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(articolo di Alberto Friso)