Aggiornamenti dei progetti

COMUNICAZIONE

Il Direttore P. Valentino Maragno ha concesso che la seconda rata inviata per questo progetto, venga utilizzata per far fronte all'emergenza.

Grazie perchè con il vostro contributo possiamo aiutare questi fratelli colpiti da questa immane tragedia.

Dopo gli allagamenti, il tifone devastante IDAI... ci scrive Barbara:

Carissima,

Prima di tutto mi scuso per avervi lasciato nel silenzio. Ma come dovete sapere, il ciclone IDAI ha cambiato la vita ad innumerabili persone, noi inclusi.

Sono passati 20 giorni da quando IDAI ha deciso di cambiare le nostre vite. Qualche giorno fa sono arrivata a Maputo, perché a Beira non c’è ancora la corrente elettrica, Internet è a malapena funzionante o inesistente. Ho lasciato i nostri figli sotto la protezione del nostro straordinario staff, che soffre tanto quanto i bambini stessi, per essere in grado di gestire la logistica e ottenere aiuti per loro.

Sono a Maputo facendo il meglio che posso. I miei occhi sono asciutti, ma il mio cuore sta piangendo. Le lacrime del mio cuore sono gocce di sangue che cadono, creando fiumi grandi dentro di me. Dopo 30 anni di vita in Mozambico, ho visto molti disastri e "cose cattive".

Quello che ho visto e testimoniato nelle ultime 20 giorni va oltre tutte le parole che si possano trovare in qualsiasi dizionario di qualsiasi lingua. Fame! Nessun accesso all'acqua potabile. Come ho detto, la fame, la sete, l'umidità, la perdita di tutto; le vittime sono anche psicologicamente danneggiate e traumatizzate dagli orrori, dalla morte, da tutto ciò che è accaduto; MA c'è un'altra cosa terribile, inaccettabile!! Bambini affamati di tutte le età che mendicano per avere qualcosa nel loro stomaco, e ci sono alcuni (per non dire tanti) “simpatici gentiluomini" che offrono loro delle briciole dopo aver “soddisfatto le loro fantasie e desideri sessuali "!!!

Andavamo a dormire coi vestiti bagnati sul pavimento freddo svegliandoci con gli stessi vestiti bagnati dopo che il sonno era finalmente riuscito a portarci via per un paio d'ore. Svegliarci e nei primi momenti prima di essere completamente svegli sussurrare: “ho fatto un sogno - è stato un incubo terribile” poi sentire la camicia ancora bagnata incollata al corpo e renderci conto: non è stato un incubo, è reale!

Questa è la nostra realtà dal 14 marzo. Ma io, ho una scelta, tutti i nostri figli, famiglie e personale non ce l’hanno, e immagino che faccia una grande differenza per chi ce l’ha. Potrei prendere il prossimo aereo e andarmene; cosa che non riuscirei mai a fare; loro sono la mia famiglia, le persone con cui ho condiviso gli ultimi 30 anni; Andarsene è un'opzione che LORO non hanno.

Vedo molte persone con dignità e serenità sui loro volti, soffrendo in silenzio, sanguinando fiumi dentro, condividendo con me il poco che abbiamo insieme.

Cari, ecco la situazione. Certe cose stanno migliorando con ogni giorno che passa, pero adesso la colerà ha dato la mano agli orrori appena passati. E anche se le media smettano di parlare, per noi non è finito, appena cominciato.

Per ciò ovviamente anche il nostro progetto è e sarà ancora in ritardo per ciò che vi chiediamo la vostra comprensione. Pochi dei nostri 6000 beneficiari sono scappati. Hanno perso tutto, hanno fame e sete, non hanno più vestiti se non ciò che hanno addosso e tanti hanno perso casa.

Dal Cuore, Barbara

Aggiornamento... imprevisto!

Cara Silvia,

Grazie per la tua mail. Ci voglioni piu o meno 2 mesi per fare i banchi. Vediamo, la situazione come vedete è "bagnata". Vi tengo informati.

 

Con Cari saluti, Barbara

Primo resoconto

Il contributo di Caritas, unito a quello di altri benefattori, ha permesso di acquistare i materiali e iniziare i lavori per ristrutturare, riqualificare e ridipingere gli edifici della scuola che ospitano 2.000 bambini. 

Sono state coinvolte anche le persone della comunità, come si vede dalle foto, che hanno offerto la loro manodopera gratuitamente e anche una trentina di ragazzi, ex beneficiari di ASEM, formati nei percorsi professionali in ambito edile.

Il progetto in sintesi

Il Mozambico è un paese devastato da 30 anni di guerra (terminata nel 1992) a cui sono seguiti anni ancor più devastanti della storia dal punto di vista climatico. 

Caritas Antoniana ha accolto la richiesta proveniente da ASEM Mozambico per sostenere la ristrutturazione della scuola primaria di Macurungu. La costruzione attuale in mattoni, risale agli anni 1999-2000, è stata sottoposta ad una sola manutenzione nel 2013 e attualmente è frequentata da circa 1.200 studenti dalla 1 alla 7 classe.

Il progetto prevede anche un coinvolgimento comunitario importante in quanto la manodopera impiegata per i lavori di manutenzione e ristrutturazione sarà affidata ad una trentina di ragazzi, ex beneficiari di ASEM, formati nei percorsi professionali in ambito edile previsti dai vari Centri ASEM. 

"La proposta  - scrivono nel progetto - è stata accolta dai ragazzi con entusiasmo e spirito d’iniziativa perché per loro non solo sarà un modo per mettere a frutto quanto imparato alle Scuole di ASEM, ma anche per dimostrare la loro riconoscenza ad un’organizzazione che li ha tutelati quando erano in uno stato di estrema fragilità, li ha formati e li ha preparati ad affrontare il proprio percorso di vita.”

 

Referente: Mr. José Castelo Valentim