Aggiornamenti dei progetti

Finalmente un dispensario medico degno di questo nome!

Grazie a voi!

 

A buon punto!

Il progetto va avanti, come ci spiega Fr. Alfred:

"The project is in progress. There has been a delay because of some difficulties in getting treated timbers for roofing. However the problem is solved. We had to buy trees and we will make timbers . We expect to start treating them after making them. We will treat by immersing them in treated water for 30 minutes for every timber. The grills are being made as well as aluminium windows. And the builders are dealing with toilets and pavements. Due to these inconvinieces I am very very sorry to say that the project planned time will not go as I promised. I will need one month more. I will be informing you whatever is going on. I attach some photos bellow
Yours faithfully
Fr. Alfred Mchami

I ritardi MOTIVATI sono contemplati e accettati da Caritas Antoniana... Perchè la chiarezza e la trasparenza sono i requisiti che amiamo di più!

Per il solo fatto di aver cominciato i lavori di ristrutturazione, i pazienti sono aumentati!

Dear secretary,

Here is a report about the first installment and the estimations for the second installment are given.

I extend my sincere gratitude to you all your colleagues for active participation and cordial collaboration. Till now the number of patients has increased due to the renovation of the buildings.

Fr. Alfred Mchami

Foto di aggiornamento su acquisto materiali e inizio lavori

Il progetto in sintesi

La diocesi di Njombe è una delle diocesi più antiche della Tanzania, nata nel 1968.

Il dispensario, di proprietà della diocesi, è situato presso la St. Mary the Queen Luwana Catholic Parish, fondata dai missionari Benedettini,  a circa 142 km da Njombe. Il sistema di infrastrutture è molto povero, oltre ad essere carente di strade e mezzi di trasporto pubblici.

La popolazione è di circa 4.570 abitanti, in grande stato di povertà e soggetta all’uso di stupefacenti.

Il dispensario è stato costruito nel 1976 e serve l’intera popolazione. È interamente no profit, anche se ai pazienti viene chiesto di contribuire con il 50% della prestazione. La diocesi è responsabile del mantenimento della struttura e delle attrezzature.

Attualmente i muri sono crepati, lasciando entrare insetti, il tetto è rotto come il pavimento e sono infestati dai topi perché l’ultima piccola ristrutturazione è stata nel 2001.

La popolazione è coinvolta nella fabbricazione di mattoni e nella raccolta di sabbia.

Referente: Fr. Alfred Mchami