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124 progetti in 40 Paesi, soprattutto a favore delle comunità nelle zone rurali e più abbandonate del pianeta. È la svolta di Caritas Antoniana registrata nel resoconto dei progetti approvati nel 2016. Obiettivo: dare i mezzi e i modi per un autosviluppo

Data di pubblicazione: 06/02/2017

Con 124 progetti per un totale di 2 milioni 640 mila euro investiti in 40 paesi del mondo, Caritas Antoniana conferma per il 2016 il trend dell'anno precedente (121 progetti per 2 milioni e 850 mila euro di investimento). Ancora una volta ha seguito la geografia della povertà, intervenendo soprattutto in Africa (71 progetti), in particolare nella zona sub-sahariana e nelle regioni rurali dell’Asia (26 progetti).

Eppure, c’è qualcosa di nuovo sotto il sole della solidarietà antoniana.  

Per la prima volta le risorse maggiori sono andate a interventi definiti di «promozione umana» (quasi il 27% delle risorse), seguiti da quelli di igiene e salute (circa il 26%), scalzando dal gradino più alto del podio il classico cavallo di battaglia, la scuola (che pur rimane al 23,5%). 

Ma qual è la peculiarità dei progetti di «promozione umana»?

Si tratta in buona parte di centri di formazione e sale comunitarie polivalenti: «Molti dei nostri progetti – spiega fra Valentino Maragno, direttore di Caritas Antoniana – sono nelle periferie e nei piccoli centri agricoli, isolati negli entroterra privi di tutto: dalle strade ai dispensari medici, dall’acqua all’energia, dai mezzi di lavoro a quelli di trasporto. In questi casi, i centri di aggregazione sono importantissimi perché permettono alla popolazione di incontrarsi, di cercare soluzioni comuni ai problemi, di ricevere una formazione che va dalle tecniche di coltura alle nozioni sanitarie, dalla conoscenza dei propri diritti fino all’organizzazione di piccoli sistemi produttivi».

L’obiettivo: sviluppo rurale 

Per la prima volta la maggioranza delle risorse (40 per cento) va a 40 progetti in favore di popolazioni e comunità svantaggiate in area rurale. Perché questa maggiore attenzione ai progetti comunitari? «Un po’ perché è cresciuta la richiesta da parte dei missionari – continua fra Valentino –, un po’ perché ci siamo accorti che sono quelli che aggrediscono da più punti di vista le cause di povertà. Se permetti a una comunità di organizzarsi, di formarsi e di avere i mezzi essenziali, essa pian piano costruirà il suo sviluppo. È un dare maggior fiducia ai beneficiari, un investire ancor di più sulle persone per renderle protagoniste del loro futuro».

L'area d’intervento «Salute/igiene» 

In questo caso, rispetto al tipo di progetto abbiamo una conferma: «Come lo scorso anno – specifica fra Valentino – continua a crescere la richiesta di bagni e servizi igienici, soprattutto nelle scuole e nei luoghi comunitari. Oggi c’è consapevolezza che gli standard igienici sono fondamentali per prevenire le malattie. Fino a pochi anni fa non era così. Era normale, per esempio, costruire una scuola anche per migliaia di allievi senza un solo bagno». 

Scarica il bilancio completo pubblicato sul «Messaggero di sant'Antonio»
(articolo di Giulia Cananzi, numero di febbraio 2017)

Progetti e beneficiari - Resoconto 2016

Progetti e risorse per continente - Resoconto 2016

 

Infografiche a cura di INFOLAB
Photo credits: YASUYOSHI CHIBA / AFP / GETTY IMAGES - LIEWIG CHRISTIAN / CORBIS VIA GETTY IMAGES