Actualizaciones de proyectos

Per concludere questo progetto, riportiamo questa testimonianza scritta da Sr. Simona

La storia di Mario (nome di fantasia)

Quella che scrivo è la storia vera di uno dei nostri bambini ospiti alla MAISON DE LA JOIE, come potrei scriverne altre, ognuna diversa, ognuna unica, come questi bambini. Ognuna, purtroppo, infarcita di troppa sofferenza, troppa irresponsabilità, troppo abbandono per delle giovani vite come queste.

Lui, quando l'ho visto la prima volta, era in ospedale. Un bambino di strada, come si dice. Un bambino che obbedisce solo a se stesso.

La mamma morta, il padre tossicodipendente. Nessun interesse per lui, 6 O 7 anni, ma è una stima. Un amico sacerdote lo ha trovato una sera davanti ad un hotel di Aneho, con la faccia insanguinata dopo essere stato travolto da una macchina che usciva dal parcheggio. Lui... dormiva sotto la macchina...

il sacerdote l'ha portato in ospedale e ha pagato le cure. E' stato ricoverato una settimana, poi dovevano dimetterlo e non si sapeva dove portarlo.. Il padre, informato, non è mai venuto.

La sera in cui sono andata a prenderlo in ospedale si è incollato a me. Ma non parlava neanche una parola di francese. Mai andato a scuola, nessuna comunicazione. Poi il padre è arrivato e lui gli ha detto:"Io vado con lei", indicando me. Il padre non ha detto nulla.

Ecco, Mario ha scelto di lasciare la strada. Il sacerdote ci ha raccontato che a volte lo vedeva venire in parrocchia, spogliarsi nudo, lavare alla fontana della parrocchia il suo unico vestito, stenderlo, lavarsi e attendere di poterlo rimettere.  QUESTO NON LO DIMENTICHERO’ MAI.

Ora Mario ha una casa e tanti fratelli di tutte le età. Va a scuola e va alla catechesi, ha dei vestiti, un letto, da mangiare, ma soprattutto ha dell'amore, dell'educazione. E' un bambino difficile. Non può dimenticare facilmente... suo papà non lo abbiamo più visto.

Certo, ora va meglio. Ma non è il massimo. Ci vorrebbe una famiglia per lui. una vera famiglia: papà, mamma, fratelli, sorelle. Per lui, come per tutti gli altri. Ci fa male non potergliela trovare. Ma la stiamo cercando...

In attesa, lui cresce qui, con le sue crisi e difficoltà... Strappa i vestiti, picchia i compagni, dorme in chiesa, non ascolta, ma... quando vuole sa essere veramente un bravo ometto. Anche lui potrà andare a lavorare all'allevamento e... mangiare ogni tanto un po' di carne, cosa rara per loro...

Anche lui... come gli altri... In attesa che una famiglia vera possa venire a prenderlo e dargli quello a cui aveva diritto fin dalla nascita, ma che, non si sa perchè, gli è stato tolto ingiustamente!

GRAZIE A VOI, CHE AVETE PENSATO A LUI, E A TUTTI GLI ALTRI…

Foto di aggiornamento

Sr. Simona ci manda alcune foto con gli interni della struttura per l'allevamento

Breve aggiornamento da Sr. Simona

Ecco realizzate la recinzione dell'edificio per allevamento galline e conigli, anche se la pandemia ha rallentato i lavori.

Resoconto da Sr. Simona

Buongiorno a tutti.

Augurandovi un buon triduo pasquale, anche se diverso e unico nel suo genere, vi invio il resoconto parziale della seconda rata del progetto per l'allevamento.

Abbiamo completato la recinzione e anche lo scavo del pozzo.

 Scusate il grande ritardo, ma come sapete tutto é bloccato a causa della pandemia. 

Un abbraccio e un ricordo nella preghiera

Sr Simona

Aggiornamento da Sr. Simona sulla situazione:

Risposta di Sr. Simona: Ciao carissima. Noi siamo in reclusione da una settimana. Il virus é arrivato ma l'evoluzione sembra lenta. Non sappiamo però se i dati sono reali. Io lavoro sempre in ospedale e ci prepariamo come possiamo a ricevere dei casi. Non abbiamo nulla e la gente non rispetta alcuna restrizione. Se arriva qui é la fine. ..

Cari benefattori, uniamoci tutti nella preghiera....

Aggiornamento da Sr. Simona

In novembre è cominciato il progetto, con l'acquisto del terreno e la costruzione parziale del recinto in muratura.

Ecco alcune foto aggiornate dei lavori.

El proyecto

La Maison de la joie”, ospita oggi 34 bambini/ragazzi in difficoltà, 20 maschi e 14 femmine, fino ai 18 anni. Ha aperto le porte nel 2015, con un aumento costante negli anni sia dei bambini che del personale.

Oggi più che mai le suore desiderano cominciare a creare delle attività locali intorno a questa casa, che permettano di sostenere almeno parzialmente, le spese di gestione in loco, senza dipendere totalmente dalle donazioni provenienti dall’Italia.

Questo progetto interviene in un contesto territoriale molto povero, dove i bambini sono spesso i primi a pagare per la malnutrizione e l’analfabetismo. La situazione della famiglia in questa zona è veramente difficile. La poligamia è una condizione normale, spesso senza un vero impegno da parte degli uomini, che lasciano le mogli sole. La condizione della donna diventa sempre più insostenibile: i figli da curare, nutrire, mandare a scuola, il lavoro domestico, nei campi, al mercato.

La scuola primaria statale, detta ufficialmente gratuita, in realtà è a pagamento. Anche in caso di malattia dei bambini la situazione precipita: le cure sono tutte a pagamento. Questa situazione favorisce l’abbandono dei bambini, la malnutrizione, la mancata scolarizzazione. Inoltre le malattie incurabili, soprattutto l’AIDS dilagante, producono molti orfani. Con questo progetto le suore mirano a costruire un allevamento di conigli e galline che sarà gestito da un allevatore in collaborazione coi bambini della Casa, per ridurre le spese di gestione della Casa. L’allevamento è pensato prima di tutto come mezzo di sostentamento ma anche per vendere il surplus ed ottenere delle entrate. 

Referente: Sr. Simona Villa, Suore Misericordine S. Gerardo di Monza