Aggiornamenti dei progetti

Ci scrive P. Kizito, che ringraziamo perchè ci e VI tiene informati, senza nascondere le difficoltà:

Gentile Claudia,mi scuso ancora per il ritardo.

I motivi sono tanti. Avrai voluto inviare la rendicontazione finale completa sia economica che narrativa. Ma da oltre un mese Nairobi è stata sigillata improvvisamente, e l'amministratore è rimasto bloccato a casa dei sui familiari dove are andato in visita, a Machakos, e non può rientrare a Nairobi. Siamo in quella che in Italia avete chiamata Zona Rossa. Alcuni documenti, anche se non sono i più importanti, sono in sua custodia e nessuno ha le chiavi per aprire il suo armadio. Anche per le foto ci sono problemi perché abbiamo avuto troppe piogge e dalla nostra sede a Tone la Maji non è sempre stato facile muoversi. Una decina di giorni fa ho mandato un ragazzo a fare fotografie ma è tornato con foto deludenti, che comunque mando. Una cosa positiva con questo tempo è che le piogge hanno portato ad una vegetazione rigogliosa e le capre in questo momento stanno facendo festa senza bisogno di comperare mangimi.

Per avere le relazione economica e narrative finale le chiedo di pazientare fino a che l'amministratore possa rientrare. Finora sappiamo che il blocco durerà ancora due settimane.Un caro saluto.

padre Kizito.

Aggiornamento. Scrive P.Kizito

Mi scuso per il ritardo, che si prolungherà ancora per un po. Il progetto è finito ed ho raccolto tutta la documentazione, dovo solo ordinarla e fare il rapporto descrittivo

Sono andato in Zambia il 9 febbraio per un progetto di costruzione in corso, e sono rientrato a Nairobi l'11 marzo, quando in Zambia si era già scatenata la paura per il coronavirus, e qui la tensione si è alzata subito dopo il mio rientro. Le disposizioni del governo qui non sono ancora restrittive come in Italia ma temiamo di arrivarci entro pochi giorni. Intanto abbiamo dovuto chiudere i nostri istituti educativi, ed abbiamo trasferito i bambini più a rischio, dalle diverse case, proprio a Tone la Maji, vicino al progetto capre.

Ieri mattina il vescovo mi ha "suggerito", data la mia età, di mettermi in auto-isolamento, In realtà non posso farlo, perché ci sono continue emergenze. 

Intanto anche in Zambia le cose stanno precipitando, anche se il governo tiene nascosti i veri numeri del contagio. Le chiedo quindi ancora di scusarmi. Spero proprio che la situazione torni sotto controllo e di mandarle la relazione finale entro un paio di settimane. 

Ricordateci nelle vostre preghiere, come i miei bambini continuano a fare per i malati italiani.

Brevissimo aggiornamento

Gentile Claudia,

dopo un lungo silenzio confermo che stiamo concludendo il progetto capre. Oggi abbiamo acquistato il maschio e appena possibile acquisteremo le femmine da due diversi allevamenti. Magari ci vorranno tre o quattro settimane, perché stiamo già cercandole da un po e non molti sono disposti a vendere.

Auguri di benedizioni per questo anno ancora nuovo.

padre Kizito

Aggiornamento di P. Kizito

Gentile Silvia,

il progetto continua, un po' lentamente ma sicuramente. Le allego foto dell'interno del caprile, una presa all'inizio di ottobre ed una la scorsa settimana. E' ormai terminato. Stiamo cercando le capre della miglior razza, ma prima di acquistarle vogliamo assicuraci che abbiano sufficiente mangime, quindi vogliamo recintare e piantare Napier Grass tutto intorno al caprile.

I tempi sono stati rallentati dalla mancanza di piogge, ma ora abbiamo avuto i primi acquazzoni e procederemo presto. Penso che il tutto possa essere terminato entro fine gennaio, quando potrò mandare il rendiconto finale.

Il Napier Grass è un'erba molto alta, simile alla canna da zucchero, è resistente alla siccità ma appena piantata ha bisogno di molta acqua per attecchire bene. Si piantano delle specie di talee. Vedrà dalle foto.

Intanto auguri di buon Natale.

padre Kizito

Aggiornamento da P. Kizito:

Abbiamo cominciato la realizzazione del progetto con la costruzione del caprile, visibile nelle foto, e l'acquisto delle attrezzature per il latte.

Sempre un grande grazie a Caritas Antoniana e benefattori

Il progetto in sintesi

Koinonia Community è una ONG laica registrata in Kenya, che si occupa dei bambini di strada e della loro riabilitazione. Gestisce molte case di accoglienza e una di queste è la Tone la Maji, situata in un terreno di 20.000 mq, e costruita nel 2005.

Attualmente la casa ospita 50 ragazzi dai 6 ai 17 anni di cui 19 sono stati salvati dalla strada a partire dall’inizio di quest’anno, 12 sono stati affidati dai servizi sociali e gli altri sono stati salvati in questi ultimi anni. Grazie al precedente progetto finanziato da C.A. per l’allevamento dei polli, circa il 45% dei costi per sostenere questi ragazzi, viene generato in loco.

Anche la situazione sanitaria è precaria. Tra i vari problemi: quello dell’istruzione e della malnutrizione. Circa 500 sono i ragazzi di strada nella zona e la comunità Koinonia insieme alla Casa di Accoglienza Tone la Maji cerca di occuparsi di loro.

Lo scopo del progetto è quindi quello di costruire una piccola stalla (su un terreno di loro proprietà di circa 2.500 mq) ed avviare un allevamento di capre che – come dice P. Renato – “sono state introdotte in Kenya 5 o 6 anni fa e stanno diventando molto popolari perché economiche da mantenere e con un’abbondante produzione, per poter ulteriormente migliorare la dieta dei nostri ex bambini di strada”.

La richiesta, oltre alla costruzione della stalla e alla sua recinzione, prevede anche l’acquisto di un piccolo stock di capre ( 8 femmine e 2 maschi) per iniziare l’allevamento oltre al materiale per la mungitura e le spese per il veterinario. Invece il terreno, l’allacciamento elettrico e dell’acqua, oltre al mangime per 6 mesi, saranno a carico dell’organizzazione Koinonia.

Questo progetto oltre a favorire una migliore alimentazione per i ragazzi, servirà anche per farli lavorare e insegnare loro un mestiere

Referente: Padre Renato Kizito Sesana