Sostegno ai detenuti

Referente: Sr. Laura Nichele, Soeurs Missionnaires Pallottines

Beneficiari: Carcerati

Dove

Yaounde

Investimento

€ 8.000

Inizio

28/05/2025

Fine

09/03/2026

Avanzamento

Completato

Sostegno ai detenuti

Referente: Sr. Laura Nichele, Soeurs Missionnaires Pallottines

Dove

Yaounde

Investimento

€ 8.000

Inizio

28/05/2025

Fine

09/03/2026

Avanzamento

Completato

Home | Progetti | Promozione umana | Sostegno ai detenuti
Numero progetto: 8135

Descrizione progetto

La prigione centrale di Kondenguì a Yaoundé, è la principale prigione del Centro del Paese, creata nel 1968. È un carcere di massima sicurezza ed è stata oggetto di critiche anche a livello internazionale per i problemi di sovrappopolazione e delle conseguenti condizioni igienico-sanitarie. Lo spazio sarebbe per 1.000 persone ma attualmente ce ne sono 4.600.

Il progetto viene portato avanti dalle suore in collaborazione con il dottore e il cappellano della prigione.

Si rinnova la richiesta per medicinali e presidi ospedalieri, alimentazione, igiene e compenso per il lavoro a 5 detenuti, sviluppo dell’artigianato.

La richiesta è come la precedente (ultimo progetto *7951) e riguarda l’acquisto di medicinali, cibo e prodotti per l’igiene e altri piccoli interventi.

Aggiornamento progetto

09/03/2026
Resoconto finale

Sr. Laura ringrazia Caritas sant’Antonio e i suoi sostenitori perché grazie al contributo ricevuto sono stati aiutati tanti poveri detenuti alla prigione di Kondengui.

Ecco cosa ci racconta…

Con l’importo ricevuto, è stato possibile rispondere alle necessità di tante persone detenute per le cure sanitarie e l’alimentazione.

Sono stati acquistati medicinali e presidi ospedalieri come disinfettanti, garze, cerotti e sapone-antisettico… È stato dato un apporto alimentare ai detenuti con pane imbottito, consegnato del sapone e dati altri aiuti per l’igiene e il vestiario.

Inoltre, è stato possibile liberare circa una trentina di prigionieri, che avrebbero avuto mesi o anni di prigione ancora da scontare. Purtroppo il carcere è super popolato e continua ad essere stipato.

Per quanto riguarda l’ambito sanitario, la Congregazione di suore, Soeurs Missionnaires Pallottines, è rimasta l’unica ad intervenire per offrire un servizio. 

La presenza dei dentisti di una ONG spagnola che venivano una volta al mese manca da quasi sei mesi. Sono stati sollecitati varie volte, dicono che ritorneranno, ma intanto i prigionieri soffrono.

Circa 80/90 prigionieri che presentono malattie di ogni genere vengono ricevuti per tre volte alla settimana per diagnosi e trattamento.

“Quando terminiamo il servizio, siamo sfinite, ma sempre motivate a lavorare per la salvaguardia dei diritti umani che, soprattutto in questo luogo, vengono calpestati.
Grazie al vostro aiuto ed al nostro impegno speriamo, con l’aiuto del Signore, vorremmo continuare ad essere un segno di speranza in quel luogo abitato da tanta sofferenza. È chiaro che tutto questo ha un impatto positivo per la salute e una risposta ai bisogni fondamentali alla vita”.

Con il personale carcerario c’è una buona collaborazione e, alcuni detenuti vengono formati per fornire un aiuto per le medicazioni.

Le difficoltà non mancano e sono dovute principalmente:

  • all’aumento della popolazione carceraria, la mancanza di igiene e di strutture logistiche che portano ad un aumento inevitabile di malattie infettive ed epidemie con conseguenze sulla salute dei prigionieri e del personale;
  • alla disponibilità delle persone nel dare una mano in un ambiente così duro;
  • ad un forte disinteresse dello Stato, che non arriva ad assicurare il minimo necessario alla vita dei detenuti;
  • alle quantità insufficienti di cibo che non basta mai per tutti
  • ai medicinali che finiscono perchè i malati aumentano ogni volta.

 

 

10/09/2025
Ecco Sr. Laura con il suo aggiornamento:

Gentilissima e carissima Signora Claudia, anche questa volta lei mi ha preceduta.

Sentivamo che era giunto il tempo di dare le informazioni di come procede il progetto e per aggiornarlo ma poi, in questo tempo, una nostra giovane suora camerunese è morta in Italia di tumore e questo ci ha preso molto tempo e ci ha reso anche molto tristi ma ora, eccoci a voi.

Il progetto continua ad essere una risposta concreta, veramente necessaria, per i molti carcerati che sarebbero abbandonati a se stessi se noi dovessimo smettere di entrare in carcere per venire in loro aiuto.

In questo tempo due dei nostri collaboratori principali che lavoravano con noi da molti anni, hanno avuto la gioia di essere liberati perché avevano scontata la loro pena. Noi con tutto il cuore abbiamo partecipato alla loro gioia, ma ci siamo trovate con un grande vuoto di forze dell’équipe che ora piano piano cerchiamo di ripristinare.

Sempre più il servizio si allarga, diciamo che il nostro ambulatorio é diventato un ambito anche  di assistenza sociale per detenuti malati, abbandonati, dimenticati,… molti di loro sono invecchiati in carcere e cominciano ad avere i segni della fragilità propria della loro età. L’ambiente si degrada sempre di più dove le malattie della scabbia, pulci…. insomma sembra a volte essere in un lazzaretto.

Con i soldi della prima rata del 29/07/2025 abbiamo comprato le medicine. Abbiamo, come consuetudine comperato, pane imbottito,  altri prodotti d’igiene e di vestiario, occhiali da vista.

In questo tempo si sta presentando anche  un nuovo problema, che non é contemplato nel nostro piano economico. Concretamente si tratta di aiutare a pagare le spese ai detenuti che hanno finito la loro pena ma non hanno i soldi per completare le pratiche di uscita.

Un tempo, per queste spese c’era una contribuzione delle suore di altre Congregazioni che lavoravano con noi al carcere, ora, tranne qualche caso, non solo loro non vengono più ma sono finite anche le loro contribuzioni .

Inoltre anche il nostro contributo delle suore della Divina Volontà è diminuito, perché non venendo in Italia quest’anno non ho potuto incontrare i benefattori che mi coprivano queste spese.

Insomma, per una prima valutazione, ci sembra di poter dire che il progetto prosegue bene, anzi ha allargato il suo servizio, ma ci sono queste varianti che sono intervenute e che nel resoconto finale non saprei come giustificare.

Con tanta gratitudine nel mio cuore per averci “adottate”, a nome anche delle altre due sorelle sr Maria Regina, sr Berenice ed il resto della comunità vi salutiamo assicurandovi il nostro ricordo

Per l’équipe Sr Laura Nichele

09/03/2026
Resoconto finale

Sr. Laura ringrazia Caritas sant’Antonio e i suoi sostenitori perché grazie al contributo ricevuto sono stati aiutati tanti poveri detenuti alla prigione di Kondengui.

Ecco cosa ci racconta…

Con l’importo ricevuto, è stato possibile rispondere alle necessità di tante persone detenute per le cure sanitarie e l’alimentazione.

Sono stati acquistati medicinali e presidi ospedalieri come disinfettanti, garze, cerotti e sapone-antisettico… È stato dato un apporto alimentare ai detenuti con pane imbottito, consegnato del sapone e dati altri aiuti per l’igiene e il vestiario.

Inoltre, è stato possibile liberare circa una trentina di prigionieri, che avrebbero avuto mesi o anni di prigione ancora da scontare. Purtroppo il carcere è super popolato e continua ad essere stipato.

Per quanto riguarda l’ambito sanitario, la Congregazione di suore, Soeurs Missionnaires Pallottines, è rimasta l’unica ad intervenire per offrire un servizio. 

La presenza dei dentisti di una ONG spagnola che venivano una volta al mese manca da quasi sei mesi. Sono stati sollecitati varie volte, dicono che ritorneranno, ma intanto i prigionieri soffrono.

Circa 80/90 prigionieri che presentono malattie di ogni genere vengono ricevuti per tre volte alla settimana per diagnosi e trattamento.

“Quando terminiamo il servizio, siamo sfinite, ma sempre motivate a lavorare per la salvaguardia dei diritti umani che, soprattutto in questo luogo, vengono calpestati.
Grazie al vostro aiuto ed al nostro impegno speriamo, con l’aiuto del Signore, vorremmo continuare ad essere un segno di speranza in quel luogo abitato da tanta sofferenza. È chiaro che tutto questo ha un impatto positivo per la salute e una risposta ai bisogni fondamentali alla vita”.

Con il personale carcerario c’è una buona collaborazione e, alcuni detenuti vengono formati per fornire un aiuto per le medicazioni.

Le difficoltà non mancano e sono dovute principalmente:

  • all’aumento della popolazione carceraria, la mancanza di igiene e di strutture logistiche che portano ad un aumento inevitabile di malattie infettive ed epidemie con conseguenze sulla salute dei prigionieri e del personale;
  • alla disponibilità delle persone nel dare una mano in un ambiente così duro;
  • ad un forte disinteresse dello Stato, che non arriva ad assicurare il minimo necessario alla vita dei detenuti;
  • alle quantità insufficienti di cibo che non basta mai per tutti
  • ai medicinali che finiscono perchè i malati aumentano ogni volta.

 

 

Gli ultimi progetti