Acquisto aratri

Referente: P. Franco Martellozzo

Dove

Mongo

Investimento

€ 20.000

Inizio

18/12/2019

Fine

29/05/2020

Avanzamento

Completato

Acquisto aratri

Referente: P. Franco Martellozzo

Dove

Mongo

Investimento

€ 20.000

Inizio

18/12/2019

Fine

29/05/2020

Avanzamento

Completato

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Numero progetto: 7222

Descrizione progetto

Il Guera è una regione del Ciad con capoluogo Mongo. Dal 1963 al 2009 la regione è stata tormentata da guerre e guerriglie, e quindi durante questo periodo nessun progresso agricolo è stato possibile. Ultimamente il governo ha voluto lanciare una grossa operazione con trattori pesanti inadatti al suolo e che hanno finito per distruggere la parte organica dei terreni.

Da qui la decisione di lanciare la cultura a trazione animale con aratri ed erpici diversificati e adatti alla diversità dei terreni. Un tipo di cultura altamente ecologica che usa il letame degli animali come concime. Sono stati presentati i modelli ai fabbri locali e lanciata la fabbricazione all’inizio del 2018

Dall’inizio del 2018 a oggi sono stati formati alle tecniche agricole 3.800 contadini e si sono venduti loto 1.200 aratri. Ma le domande sono enormi e si contano di venderne loro almeno 800 all’anno per i prossimi 5 anni. La presente richiesta prevede l’acquisto di aratri.

 

Aggiornamento progetto

08/12/2021
Ecco il progetto completato! Ce lo racconta P. Franco:
Carissimi amici della Caritas Antoniana
E’ una grande gioia per me mandarvi infine il resoconto definitivo del progetto da voi finanziato. Il ritardo è dovuto alla nostra struttura produttiva che, non è come una fabbrica di trattori. Abbiamo infatti formati sei fabbri-saldatori che lavorando praticamente tutto a mano, non possono essere rapidi come chi lavora con le macchine.
Come descritto nel rapporto intermedio, appena arrivata la vostra offerta abbiamo lanciato le attività coi dieci fabbri. Questi forgiavano i pezzi delle varie macchine agricole, quindi venivano alla nostra officina per le finizioni grazie al nostro macchinario. Infatti vi ho già spiegato che il macchinario serve a lavorare il pezzo più cruciale che è il vomero, senza porlo al fuoco. Ponendolo al fuoco infatti perderebbe la sua solidità e si consumerebbe in fretta.
A mano a mano che la produzione usciva dall’officina, veniva immediatamente caricata sulle Toyota e portata nei villaggi per essere a diposizione dei contadini che fanno parte della federazione delle banche dei cereali.
Lo stesso scenario si è ripetuto per la seconda rata.
Mano a mano che gli attrezzi erano completati nell’officina venivano caricati sulle Toyota e messi a disposizione dei contadini nei villaggi. Come vi ho spiegato la nostra zona d’azione è vastissima, 450 km di diametro e conta circa 40 mila soci.
Vi presentiamo qui le foto dell’ultima fornata mentre stanno dando la vernice. Ultima fornata che completa il progetto.
I benefici del progetto saranno visibili dopo la prossima stagione delle piogge. Ma possiamo dirvi dalle esperienze passate che i benefici saranno i seguenti:
a- Il contadino possessore di aratro raddoppierà la sua superficie coltivata con minore fatica. L’uso della zappa manuale infatti è duro e domanda tempi lunghi.
b- Il possessore di un aratro lo presta ai vicini che in un certo riceveranno gli stessi benefici. I contadini si aiutano tra loro.
c- In caso di prime piogge scarse, l’erba crescerà ugualmente e renderà durissima la semina al contadino dopo una grande pioggia. L’aratro invece rovescia le erbe e permette di seminare agevolmente, non solo, ma le erbe sepolte diventeranno materia organica che arricchisce la terra.
COMMENTO DELLA SIGNORA MINISTRO DELL’AGRICULTURA
Nel resoconto intermediario vi avevo già data qualche reazione dei beneficiari. Sono sempre le stesse anche dopo la seconda ondata di aratri: “Facciamo meno fatica e guadagniamo più sacchi di miglio, alle volte anche il doppio!” Tuttavia abbiamo anche una reazione di grande importanza a livello nazionale. Infatti, la signora ministro dell’agricoltura, venuta in visita, ha posto pubblicamente questa domanda:
– “Perché i contadini comprano gli aratri fabbricati dalla chiesa cattolica e non quelli messi a disposizione del governo?”
Risposta ovvia: quelli messi a disposizione dal governo non durano neanche un anno, quelli della chiesa cattolica durano 20 anni. Mica sono stupidi i contadini!!!!
A NOME LORO VI RINGRAZIO DI TUTTO CUORE
P.Franco Martellozzo
30/08/2021
Primo resoconto. Scrive P. Franco, con il suo linguaggio efficace:
Appena avuta l’approvazione del progetto per gli aratri abbiamo iniziato la produzione degli aratri.
Come già espresso per il primo progetto quelli prodotti dai vari artigiani non valgono un fico secco e si rompono al primo urto con una radice d’albero. I nostri possono durare anche dieci anni!
L’ officina meccanica agricola del CENTRE APPRENTISSAGE FOI ET JOIE nella persona del capo officina, ha iniziato i lavori come attesta nella fattura pro forma inviate.
Di fatto agli aratri a trazione bovina abbiamo aggiunto anche aratri a trazione equina e asina con rispettivi erpici che sono di più facile fabbricazione e dunque meno costosi.
L’officina produce fino a 80 attrezzi a trazione animale al mese e ne sono stati fabbricati 124
La domanda era talmente pressante che questi aratri venivano distribuiti immediatamente ai contadini. Sono riuscito ad avere le foto solo degli ultimi esemplari.
Grazie di cuore del vostro aiuto!!
08/12/2021
Ecco il progetto completato! Ce lo racconta P. Franco:
Carissimi amici della Caritas Antoniana
E’ una grande gioia per me mandarvi infine il resoconto definitivo del progetto da voi finanziato. Il ritardo è dovuto alla nostra struttura produttiva che, non è come una fabbrica di trattori. Abbiamo infatti formati sei fabbri-saldatori che lavorando praticamente tutto a mano, non possono essere rapidi come chi lavora con le macchine.
Come descritto nel rapporto intermedio, appena arrivata la vostra offerta abbiamo lanciato le attività coi dieci fabbri. Questi forgiavano i pezzi delle varie macchine agricole, quindi venivano alla nostra officina per le finizioni grazie al nostro macchinario. Infatti vi ho già spiegato che il macchinario serve a lavorare il pezzo più cruciale che è il vomero, senza porlo al fuoco. Ponendolo al fuoco infatti perderebbe la sua solidità e si consumerebbe in fretta.
A mano a mano che la produzione usciva dall’officina, veniva immediatamente caricata sulle Toyota e portata nei villaggi per essere a diposizione dei contadini che fanno parte della federazione delle banche dei cereali.
Lo stesso scenario si è ripetuto per la seconda rata.
Mano a mano che gli attrezzi erano completati nell’officina venivano caricati sulle Toyota e messi a disposizione dei contadini nei villaggi. Come vi ho spiegato la nostra zona d’azione è vastissima, 450 km di diametro e conta circa 40 mila soci.
Vi presentiamo qui le foto dell’ultima fornata mentre stanno dando la vernice. Ultima fornata che completa il progetto.
I benefici del progetto saranno visibili dopo la prossima stagione delle piogge. Ma possiamo dirvi dalle esperienze passate che i benefici saranno i seguenti:
a- Il contadino possessore di aratro raddoppierà la sua superficie coltivata con minore fatica. L’uso della zappa manuale infatti è duro e domanda tempi lunghi.
b- Il possessore di un aratro lo presta ai vicini che in un certo riceveranno gli stessi benefici. I contadini si aiutano tra loro.
c- In caso di prime piogge scarse, l’erba crescerà ugualmente e renderà durissima la semina al contadino dopo una grande pioggia. L’aratro invece rovescia le erbe e permette di seminare agevolmente, non solo, ma le erbe sepolte diventeranno materia organica che arricchisce la terra.
COMMENTO DELLA SIGNORA MINISTRO DELL’AGRICULTURA
Nel resoconto intermediario vi avevo già data qualche reazione dei beneficiari. Sono sempre le stesse anche dopo la seconda ondata di aratri: “Facciamo meno fatica e guadagniamo più sacchi di miglio, alle volte anche il doppio!” Tuttavia abbiamo anche una reazione di grande importanza a livello nazionale. Infatti, la signora ministro dell’agricoltura, venuta in visita, ha posto pubblicamente questa domanda:
– “Perché i contadini comprano gli aratri fabbricati dalla chiesa cattolica e non quelli messi a disposizione del governo?”
Risposta ovvia: quelli messi a disposizione dal governo non durano neanche un anno, quelli della chiesa cattolica durano 20 anni. Mica sono stupidi i contadini!!!!
A NOME LORO VI RINGRAZIO DI TUTTO CUORE
P.Franco Martellozzo

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