Emergenza Mozambico: sostegno ai rifugiati

Referente: P. Davide De Guidi e Ilaria Tinelli

Dove

Carapira, Mozambico

Investimento

€ 26.000

Inizio

11/12/2025

Avanzamento

In corso

Emergenza Mozambico: sostegno ai rifugiati

Referente: P. Davide De Guidi e Ilaria Tinelli

Dove

Carapira, Mozambico

Investimento

€ 26.000

Inizio

11/12/2025

Avanzamento

In corso

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Numero progetto: 8230

Descrizione progetto

Questo progetto ve lo vogliamo raccontare attraverso le toccanti parole di Padre Davide: 

Questa terra africana dove sono è davvero bella ed è abitata da un popolo accogliente, buono e umile, ma altrettanto travagliata negli ultimi anni, dopo la scoperta di vari minerali nel sottosuolo. Grandi aziende e multinazionali vedono l’opportunità di appropriarsi di queste ricchezze. Dal 2017, la provincia di Cabo Delgado è stata teatro di un conflitto intermittente che ha già causato oltre un milione di sfollati e migliaia di morti. Gruppi armati di origine islamica, composti in parte da giovani locali e in parte da combattenti stranieri, hanno attaccato in questi anni villaggi, bruciato case, rapito donne e bambini e commesso varie atrocità in Capo Delgado e ora sono arrivati ancora una volta a Chipene e nei dintorni (distretto di Memba e Erati). Piú di 72.000 fuggono con vari mezzi, la maggior parte a piedi. Questo perché in un contesto di disoccupazione e povertà estrema, reclutare i giovani purtroppo è facile. È un mix esplosivo: da un lato, la frustrazione di tanti giovani senza futuro, dall’altro, gli interessi economici legati ai giacimenti di gas, grafite, petrolio e rubini. Le multinazionali sfruttano le risorse, ma la popolazione rimane povera. I gruppi armati usano la religione islamica come ideologia, ma in realtà la guerra è per il controllo di queste ricchezze. In questi giorni, ho visitato con i confratelli missionari gli sfollati accalcati nella parrocchia di Alua, vicino a Chipene per condividere un gesto di solidarietà (cibo, teloni per coprire le loro case, coperte, zappe, ecc.,.. ciò che ci restava dell’iniziativa sostegno al popolo colpito dal ciclone Jude), ma poca cosa di fronte alla realtà che ci troviamo. Mi ha toccato il cuore incontrare tante care persone che conoscevo (animatori, catechisti, mamme e giovani) ferme in coda per cercare qualcosa da mangiare con il volto sofferente. Molti di loro non ricevevano nulla da giorni, perché non c’è abbastanza cibo, medicine e altre cose di prima necessità. È una situazione triste e straziante vedere persone umili che desiderano solo vivere onestamente nelle loro semplici case, spesso costruite con mattoni di fango e tetto di paglia, coltivando il loro campo, con una piccola zappa, per dare un po’ di cibo ai propri figli; a cui viene negato questo diritto umano e devono fuggire per salvarsi”.

Le attuali necessità per i rifugiati sono:

  • Cibo: farina, riso, olio, fagioli, arachidi, zucchero, latte per bambini denutriti
  • Medicine e materiale di igiene: anti-malarici, antibiotici, sapone, secchi per l’acqua, ecc.
  • Scuola: a fine gennaio riprendono le scuole…indumenti necessario per la scuola, quaderni, penne
  • Riparo: coperte, stuoie e teli da tetto per proteggersi dalle piogge
  • Strumenti di lavoro, zappe, sementi: questo è un popolo con una sua dignità e che ama lavorare per il suo sostento.

Tutto questo in coordinazione con i missionari comboniani di Namapa, Carapira, e missionari/e locali, con le comunità del posto, con la Caritas diocesana e le parrocchie del luogo.

Caritas sant’Antonio ha già sostenuto due progetti: 7324 e 8128.

 

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