Questa lettera ci arriva direttamente dal cuore della missione in Myanmar, scritta da una delle nostre sorelle che ogni giorno porta conforto e speranza ai più vulnerabili. Attraverso le sue parole, scopriamo come, anche tra paura, povertà e incertezza, la luce della speranza continui a brillare grazie a Sant’Antonio e ai suoi devoti. È la storia di piccoli e grandi gesti di carità, di bambini che sorridono nonostante tutto, di famiglie che ritrovano dignità, e di una fede che trasforma la sofferenza in comunità, solidarietà e amore concreto (dal progetto 8117).
Carissimi amici di Caritas sant’Antonio,
il Natale si avvicina, festa di gioia e di speranza per tutti. In questo tempo così carico di significato, desideriamo condividere con voi, a nome delle nostre sorelle in Myanmar, alcuni raggi di luce che hanno portato speranza là dove la vita è più ferita e vulnerabile. Sono segni concreti di quella solidarietà che Sant’Antonio continua a suscitare nel nostro mondo, capace ancora di farsi fraternità e compassione. Questi raggi di luce si sono tradotti negli aiuti portati nei Campi di Howan e Kwen Nga Ywa Thit, in particolare ai gruppi di BaThai Taungchay, Lin Yaung Chi e Shalone.
L’importo complessivo ricevuto ha reso possibile la prosecuzione delle attività previste nella seconda fase del progetto. Il 20 settembre, sono stati distribuiti kit scolastici contenenti quaderni, colori, matite, penne e testi di studio a 500 bambini e ragazzi. Il materiale è stato preparato con cura, tenendo conto dell’età e del livello scolastico di ciascuno.
Successivamente, il 28 ottobre e il 10 dicembre, sono stati distribuiti 250 pacchi viveri alle famiglie coinvolte nel progetto.
L’attuazione del progetto non è stata priva di gravi difficoltà. I continui combattimenti nelle aree vicine ai campi di Howan e Kwen Nga Ywa Thit, quest’ultimo frequentemente preso di mira dalla giunta militare, hanno comportato seri rischi per la sicurezza. In diverse occasioni, anche le suore sono state costrette a evacuare temporaneamente. A queste difficoltà si è aggiunto il continuo aumento dei prezzi e la scarsità di beni di prima necessità, spesso reperibili solo al confine con la Thailandia. Ciò ha richiesto lunghi, rischiosi e impegnativi processi di approvvigionamento e trasporto.
Nonostante tutto, gli interventi sono stati realizzati come da programmazione:
- sono stati distribuiti 250 pacchi viveri alle famiglie coinvolte nel progetto (5 volte),
- la fornitura di materiale scolastico a circa 500 bambini nei diversi campi (1 volta),
- la distribuzione di coperte, particolarmente necessarie durante la stagione fredda (2 volte).
In ogni luogo in cui si sono svolte le distribuzioni, la gioia e la gratitudine delle persone erano profondamente percepibili. Ogni momento di consegna è stato preceduto da un incontro di preghiera, durante il quale Sant’Antonio è stato presente attraverso semplici immagini stampate dalle suore e accolte con grande devozione dalle famiglie. Un segno particolarmente toccante è stata la presenza di una statua di sant’Antonio, che è stato possibile far giungere in Myanmar grazie a Sr. Emi Soe. La statua, che accompagnava fin dall’inizio la missione e le attività dell’Orfanotrofio, era rimasta sepolta sotto le macerie della Casa delle Suore a Loikaw. Per questo, le sorelle attendevano con ansia una nuova immagine del Santo, da portare con sé nei difficili spostamenti verso i Campi. Contemplare i volti di bambini, giovani e adulti rivolti a Sant’Antonio è stato per tutti un respiro di serenità, pur nella consapevolezza che la situazione rimane estremamente fragile.
La vita continua a essere dolorosa e incerta, con il desiderio condiviso di poter un giorno tornare a una vita normale e dignitosa. In questo contesto di sofferenza, risuonano con forza le parole illuminate del nostro vescovo Celso Ba Shwe, che come un pastore accompagna il suo popolo e lo incoraggia nel cammino: «Possono distruggere le nostre chiese e far scomparire parrocchie e cattedrali, ma non possono distruggere la Chiesa costruita dentro di noi. Ovunque siamo, lì c’è una cattedrale viva e una parrocchia viva». Sant’Antonio è presente in queste parrocchie vive: nella foresta, sotto tende di bambù e plastica, nella fatica di iniziare un nuovo giorno e nella paura che la notte porti nuovi pericoli.
Siamo riuscite a raggiungere i campi per l’ultima distribuzione poco prima di Natale. In quei momenti, gioia e ansia camminavano fianco a fianco. Nei prossimi giorni è prevista quella che viene definita una “elezione”, dal risultato incerto e dalle conseguenze imprevedibili. Ancora una volta, affidiamo noi stesse e le persone che accompagniamo al vostro continuo sostegno e alla vostra generosità.
In questo tempo di Natale, vi assicuriamo che la speranza continua a nascere anche nelle notti più buie, grazie a mani solidali come le vostre. L’amore di Sant’Antonio per i poveri e i piccoli, che ha segnato tutta la sua vita, continua ancora oggi a farsi presenza viva attraverso quanti, con fiducia, affidano a Caritas sant’Antonio i propri beni, trasformandoli in pane condiviso, in gesti di cura, in segni di speranza. È questo amore che raggiunge i campi di sfollamento, che consola chi ha perso tutto e che restituisce dignità a chi vive nell’incertezza del domani. Che il Bambino di Betlemme, che ha scelto la povertà come luogo dell’incontro con l’umanità, colmi i vostri cuori di pace e renda fecondo il vostro instancabile servizio di carità.
Con grande gratitudine, Sr. Rosanna Favero, AMSS