Sostegno alle vittime del ciclone Jude

Referente: P. Davide De Guidi e Ilaria Tinelli

Dove

Carapira, Mozambico

Investimento

€ 16.800

Inizio

19/04/2025

Fine

14/11/2025

Avanzamento

Completato

Sostegno alle vittime del ciclone Jude

Referente: P. Davide De Guidi e Ilaria Tinelli

Dove

Carapira, Mozambico

Investimento

€ 16.800

Inizio

19/04/2025

Fine

14/11/2025

Avanzamento

Completato

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Numero progetto: 8128

Descrizione progetto

Scrive Padre Davide:

Il 9 marzo 2025 il potente ciclone “Jude”, formatosi nel Canale del Mozambico, ha attraversato la provincia di Nampula e la diocesi di Nacala, con più di 10 ore di pioggia forte ed intensa e venti rotativi che hanno raggiunto velocità di 200 km all’ora. Il ciclone si è scagliato anche sulla Parrocchia di Carapira, assistita dai Missionari Comboniani dal 1947, dai Laici Missionari Comboniani e da una comunità di suore, sferzando il tetto di molte case, distruggendo vari villaggi, allagando tanti terreni agricoli, mettendo in ginocchio le 98 comunità cristiane che compongono la Parrocchia.

Subito dopo il ciclone siamo usciti di casa per visitare la nostra gente e abbiamo constatato che molte case erano state rase al suolo e quasi tutti i loro beni perduti. Anche l’agricoltura, che è per la maggior parte l’unico sostegno, ha subito danni gravi che potrebbero pregiudicare circa l’70-80% della produzione (si prevede che si soffrirà la fame soprattutto nei mesi di settembre-gennaio avendo una produzione pregiudicata che facilmente si esaurirà in 3-4 mesi).

La prima notte del ciclone, la parrocchia ha aperto le porte della Chiesa, per accogliere le famiglie che hanno perduto la casa (il centro parrocchiale di Carapira, già gravemente danneggiato dai recenti cicloni, è ora completamente inagibile e pericoloso).

Il nostro obiettivo principale in questo primo momento è dare un segno di solidarietà alle famiglie più vulnerabili che hanno perso la casa e spesso quasi tutti i loro beni che avevano.

Concretamente il nostro intervento, in questa prima fase, vorrebbe concentrarsi nella ricostruzione di 100 case distrutte, dove vivono vedove che hanno a carico bambini, famiglie con malati gravi o con persone che soffrono di limitazioni fisiche e mentali.

In questi mesi (giugno/agosto) vorremmo ricostruire queste 100 case con questo intervento:

1- Acquisto di teli forti per il tetto, che è il costo più eccessivo per loro, permettendogli di ripararsi da infiltrazioni di acqua e poter resistere a nuovi cicloni o piogge intense.

2- Acquisizione di bambù per il tetto. Ogni casa ha bisogno di circa 10 mazzi di bambù ( ogni mazzo contiene circa 10 bambù). Ora questo bambù non è facile trovarlo nel nostro territorio e bisogna acquisirlo quasi sempre lontano.

3 – Acquisto cemento per rafforzare la casa. Si stima che con 4 sacchi di cemento si può fortificarla nella parte esterna, perché la pioggia non corroda il muro fatto di mattoni di fango o di pali rivestiti di fango.

Coloro che ne avranno beneficio saranno 100 famiglie vulnerabili: vedove con bambini piccoli, famiglie con persone ammalate gravemente, o con persone portatrici di handicap). Totale beneficiari 700-900 persone diretti, tenendo conto che una famiglia è composta di circa 7-9 membri. Indirettamente ne beneficia tutte le comunità che collaborano in questo gesto di solidarietà, tenendo presente che tutti sono stati danneggiati poco o tanto dal ciclone (estimativa: 5000-6000 persone).

Aggiornamento progetto

14/11/2025
Resoconto finale

In un lungo resoconto finale, P. Davide, ci racconta come sono stati impiegati i contributi di Caritas sant’Antonio.

Di seguito riportiamo i punti salienti:

  1. Solidarietá: sono state ricostruite le 100 case programmate per le famiglie più vulnerabili, dando alcuni materiali di ricostruzione alle 98 comunità che si erano impegnate nei lavori. Sono state comprate 4 carrozzine per i tanti disabili per dare un pó di dignità umana, un gesto questo pensato per educare a prendersi a cuore i piú fragili. Loro ringraziano sempre di cuore. Una cosa bella è che molte comunità oltre alla casa da costruire, incoraggiate anche da noi, hanno continuato a costruire altre case per i piú poveri come segno del loro buon cuore e di aver appreso quanto è importante la condivisione.
  2. Promozione e condivisione: sono state acquistate tante zappe per lavorare la terra e sono state distribuite in tutte le comunitá per le famiglie piú carenziate con l’impegno poi che con il prossimo raccolto possano dare un aiuto ai loro confratelli piú poveri della comunitá.
  3.  Salute: sono state acquistate alcune medicine per interventi immediati, soprattutto per curare le tante malarie, si sono realizzati vari corsi di medicina naturale, fornendo un’ istruzione per curare varie malattie con le erbe e piante che li circondano.
  4. Istruzione: oltre a fornire materiale scolastico per chi rientra a scuola, come quaderni e penne, sono state sostenute alcune comunità che hanno voluto aprire delle “scuolette” che preparano i bimbi alla scuola, fornendo lavagne per scrivere e alcuni materiali per i giovani volontari che aiutano i bambini e bambine nel primo approccio scolare.

Le difficoltà incontrate sono state tante tra cui strade impervie, tempi di lavoro lunghi a causa di problemi di salute dei lavoratori, tempi lunghi per il reperimento materiali.

Beneficiari diretti: 6-7.000 ragazzi.

Beneficiari indiretti: 10.000 persone.

23/05/2025
Aggiornamento da P. Davide (un conto è essere qui... un conto è essere in prima linea...):
Carissimo p. Valerio, Claudia, Silvia e equipe da Caritas Antoniana buona giornata a tutti voi sperandovi bene. Chiedo scusa di scrivere solo ora, ma tutti i giorni penso e sono preoccupato per come realizzare il progetto presentato. In questo tempo ho cercato di riunire gli animatori delle regioni pastorali che accompagnano circa 20-30 comunità ognuno di loro, per vedere come realizzare bene il progetto presentato per costruire una casa digna a 100 famiglie vulnerabili della parrocchia ( nelle 98 comunità cristiane).
Le distanze, i ponti caduti, il materiale da procurare che sempre non si trova immediatamente, sensibilizzare le comunitá per lavorare nella costruzione delle case, le malarie che continuano ad affettare la gente e la nostra equipa missionaria fa si che i tempi si prolungano e chiedo perdono.
Sembra ora che i bambú stiano arrivando, mancano i pali per la struttura e siamo in contatto con alcune persone. Poi sembra che anche qui abbiamo a che fare con dichiarazioni per trasporti di legno e varie cose. Tutto questo ci richiede tempo, pazienza e perseveranza. 
Eventualmente quanto tutto é chiaro e vediamo che alcune cose da comprare sembrano difficili e non possibili in alcune zone, manderemo se ci é permesso alcune modifiche al progetto per comprare altre cose necessarie senza  modificare il preventivo (esempio coperte e reti zanzariere,.. in questo tempo piú freddo con molta malaria e con pochi medicinali). Fin d’ora un grazie per la vostra comprensione.
Fraternamente p. Davide e equipe missionaria.
14/07/2025
Aggiornamento da P. Davide:

Carissimo p. Valerio, Claudia e Silvia buona serata a tutti voi.

Vi scrivo per aggiornarvi sul lavoro che stiamo facendo con il vostro aiuto per costruire 100 case a famiglie vulnerabili e rese ancor piú precarie per il ciclone Jude.
Il lavoro sta andando con tutte le altre realtà che la parrocchia di Carapira ci chiede di portare avanti in zone come queste, dove tante situazioni di povertá assoluta dovete anche al ciclone ci appaiono ogni giorno.
Ancora non abbiamo completato di comprare varie cose con i soldi ricevuti, ma lo stiamo facendo. Questa settimana il mio confratello andrà in cittá per comprare altri materiali necessari come i teli, badili, martelli, chiodi,… che servono per il lavoro della copertura delle case,…
Mi sembrava buono aggiornarvi e ringraziarvi di cuore.
Quando avremo completato la prima rata vi manderemo le fatture e i fogli firmati dai nostri animatori con le foto di almeno alcune costruzioni (ora varie comunità stanno facendo i mattoni).
Uniti nel servizio umanitario dove Dio é presente , fraternamente
p. Davide
06/08/2025
Prima relazione di P. Davide:

Carissimi amici, p. Valerio, Silvia e Claudia, buona serata. Spero di trovarvi bene. Qui stiamo lavorando per realizzare il progetto presentato in maggio. Ecco ora la relazione che ho preparato in questi giorni della prima parte del progetto:” solidaritá con le famiglie colpite dal ciclone Jude della parrocchia di Carapira – Mozambico.

Un grande grazie a tutti voi e per chi puó buone vacanze, credo meritate.
Fraternamente uniti nel Signore
p. Davide
N.B. Abbiamo scelto di pubblicare la relazione integrale che trovate cliccando su “Resoconto parziale” e di far parlare le foto. Vale la pena leggerla!
14/11/2025
Resoconto finale

In un lungo resoconto finale, P. Davide, ci racconta come sono stati impiegati i contributi di Caritas sant’Antonio.

Di seguito riportiamo i punti salienti:

  1. Solidarietá: sono state ricostruite le 100 case programmate per le famiglie più vulnerabili, dando alcuni materiali di ricostruzione alle 98 comunità che si erano impegnate nei lavori. Sono state comprate 4 carrozzine per i tanti disabili per dare un pó di dignità umana, un gesto questo pensato per educare a prendersi a cuore i piú fragili. Loro ringraziano sempre di cuore. Una cosa bella è che molte comunità oltre alla casa da costruire, incoraggiate anche da noi, hanno continuato a costruire altre case per i piú poveri come segno del loro buon cuore e di aver appreso quanto è importante la condivisione.
  2. Promozione e condivisione: sono state acquistate tante zappe per lavorare la terra e sono state distribuite in tutte le comunitá per le famiglie piú carenziate con l’impegno poi che con il prossimo raccolto possano dare un aiuto ai loro confratelli piú poveri della comunitá.
  3.  Salute: sono state acquistate alcune medicine per interventi immediati, soprattutto per curare le tante malarie, si sono realizzati vari corsi di medicina naturale, fornendo un’ istruzione per curare varie malattie con le erbe e piante che li circondano.
  4. Istruzione: oltre a fornire materiale scolastico per chi rientra a scuola, come quaderni e penne, sono state sostenute alcune comunità che hanno voluto aprire delle “scuolette” che preparano i bimbi alla scuola, fornendo lavagne per scrivere e alcuni materiali per i giovani volontari che aiutano i bambini e bambine nel primo approccio scolare.

Le difficoltà incontrate sono state tante tra cui strade impervie, tempi di lavoro lunghi a causa di problemi di salute dei lavoratori, tempi lunghi per il reperimento materiali.

Beneficiari diretti: 6-7.000 ragazzi.

Beneficiari indiretti: 10.000 persone.

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