Referente: Sr. Laura Nichele, Soeurs Missionnaires Pallottines
Referente: Sr. Laura Nichele, Soeurs Missionnaires Pallottines
Yaounde
€ 8.000
28/05/2025
In corso
Referente: Sr. Laura Nichele, Soeurs Missionnaires Pallottines
Yaounde
€ 8.000
28/05/2025
In corso
La prigione centrale di Kondenguì a Yaoundé, è la principale prigione del Centro del Paese, creata nel 1968. È un carcere di massima sicurezza ed è stata oggetto di critiche anche a livello internazionale per i problemi di sovrappopolazione e delle conseguenti condizioni igienico-sanitarie. Lo spazio sarebbe per 1.000 persone ma attualmente ce ne sono 4.600.
Il progetto viene portato avanti dalle suore in collaborazione con il dottore e il cappellano della prigione.
Si rinnova la richiesta per medicinali e presidi ospedalieri, alimentazione, igiene e compenso per il lavoro a 5 detenuti, sviluppo dell’artigianato.
La richiesta è come la precedente (ultimo progetto *7951) e riguarda l’acquisto di medicinali, cibo e prodotti per l’igiene e altri piccoli interventi.
Scrive Sr. Laura:
“Carissimi, Fra Valerio, Claudia Silvia e tutti del direttivo,
Vi ringraziamo della vostra solidarietà verso questi fratelli che secondo noi sono i più poveri fra i poveri. Ora la stagione delle piogge per fortuna sta finendo perché quest’oggi abbiamo finito tutte le medicine che dovevano bastare almeno per due volte e dato loro più di 220 pani. L’umidità, il bagnato e, di notte, il freddo e forse la fame, li ha riempiti di tutte le malattie. Alla fine anche noi eravamo sfinite ma contente d’avere potuto fare qualcosa per loro, ma siamo la vostra lunga mano.
La prima azione é stata di fare un buon acquisto di medicinali e del materiale sanitario per la medicazione. Abbiamo continuato a dare il panino ai detenuti ammalati, 3 volte alla settimana e un aiuto per l’igiene e il vestiario. Nell’ambulatorio del carcere sono state assistite circa 30 persone per la medicazione delle piaghe, ed altri 50/60 prigionieri che presentono malattie di ogni genere, hanno ricevuto per tre volte alla settimana, diagnosi e trattamento.
È una grande soddisfazione quella che proviamo, poter continuare questo progetto senza la paura di doverci fermare per mancanza di mezzi e di poterlo fare anche cercando di rispondere ai bisogni estremi dei detenuti.
Questa volta, come ve ne avevo parlato i soldi che vi avevamo chiesti per l’artigianato li abbiamo investiti per liberare chi aveva finito la prigione. Grazie ad essi, abbiamo potuto impegnarci a liberare quei prigionieri che avevano già finita la prigione, ma non avevano i soldi per pagare la multa prima di uscire.
Ci facciamo portavoce della loro gratitudine per questo grande aiuto”.
Sr. Laura continua raccontando le difficoltà riscontrate:
Gentilissima e carissima Signora Claudia, anche questa volta lei mi ha preceduta.
Sentivamo che era giunto il tempo di dare le informazioni di come procede il progetto e per aggiornarlo ma poi, in questo tempo, una nostra giovane suora camerunese è morta in Italia di tumore e questo ci ha preso molto tempo e ci ha reso anche molto tristi ma ora, eccoci a voi.
Il progetto continua ad essere una risposta concreta, veramente necessaria, per i molti carcerati che sarebbero abbandonati a se stessi se noi dovessimo smettere di entrare in carcere per venire in loro aiuto.
In questo tempo due dei nostri collaboratori principali che lavoravano con noi da molti anni, hanno avuto la gioia di essere liberati perché avevano scontata la loro pena. Noi con tutto il cuore abbiamo partecipato alla loro gioia, ma ci siamo trovate con un grande vuoto di forze dell’équipe che ora piano piano cerchiamo di ripristinare.
Sempre più il servizio si allarga, diciamo che il nostro ambulatorio é diventato un ambito anche di assistenza sociale per detenuti malati, abbandonati, dimenticati,… molti di loro sono invecchiati in carcere e cominciano ad avere i segni della fragilità propria della loro età. L’ambiente si degrada sempre di più dove le malattie della scabbia, pulci…. insomma sembra a volte essere in un lazzaretto.
Con i soldi della prima rata del 29/07/2025 abbiamo comprato le medicine. Abbiamo, come consuetudine comperato, pane imbottito, altri prodotti d’igiene e di vestiario, occhiali da vista.
In questo tempo si sta presentando anche un nuovo problema, che non é contemplato nel nostro piano economico. Concretamente si tratta di aiutare a pagare le spese ai detenuti che hanno finito la loro pena ma non hanno i soldi per completare le pratiche di uscita.
Un tempo, per queste spese c’era una contribuzione delle suore di altre Congregazioni che lavoravano con noi al carcere, ora, tranne qualche caso, non solo loro non vengono più ma sono finite anche le loro contribuzioni .
Inoltre anche il nostro contributo delle suore della Divina Volontà è diminuito, perché non venendo in Italia quest’anno non ho potuto incontrare i benefattori che mi coprivano queste spese.
Insomma, per una prima valutazione, ci sembra di poter dire che il progetto prosegue bene, anzi ha allargato il suo servizio, ma ci sono queste varianti che sono intervenute e che nel resoconto finale non saprei come giustificare.
Con tanta gratitudine nel mio cuore per averci “adottate”, a nome anche delle altre due sorelle sr Maria Regina, sr Berenice ed il resto della comunità vi salutiamo assicurandovi il nostro ricordo
Per l’équipe Sr Laura Nichele
Scrive Sr. Laura:
“Carissimi, Fra Valerio, Claudia Silvia e tutti del direttivo,
Vi ringraziamo della vostra solidarietà verso questi fratelli che secondo noi sono i più poveri fra i poveri. Ora la stagione delle piogge per fortuna sta finendo perché quest’oggi abbiamo finito tutte le medicine che dovevano bastare almeno per due volte e dato loro più di 220 pani. L’umidità, il bagnato e, di notte, il freddo e forse la fame, li ha riempiti di tutte le malattie. Alla fine anche noi eravamo sfinite ma contente d’avere potuto fare qualcosa per loro, ma siamo la vostra lunga mano.
La prima azione é stata di fare un buon acquisto di medicinali e del materiale sanitario per la medicazione. Abbiamo continuato a dare il panino ai detenuti ammalati, 3 volte alla settimana e un aiuto per l’igiene e il vestiario. Nell’ambulatorio del carcere sono state assistite circa 30 persone per la medicazione delle piaghe, ed altri 50/60 prigionieri che presentono malattie di ogni genere, hanno ricevuto per tre volte alla settimana, diagnosi e trattamento.
È una grande soddisfazione quella che proviamo, poter continuare questo progetto senza la paura di doverci fermare per mancanza di mezzi e di poterlo fare anche cercando di rispondere ai bisogni estremi dei detenuti.
Questa volta, come ve ne avevo parlato i soldi che vi avevamo chiesti per l’artigianato li abbiamo investiti per liberare chi aveva finito la prigione. Grazie ad essi, abbiamo potuto impegnarci a liberare quei prigionieri che avevano già finita la prigione, ma non avevano i soldi per pagare la multa prima di uscire.
Ci facciamo portavoce della loro gratitudine per questo grande aiuto”.
Sr. Laura continua raccontando le difficoltà riscontrate:
Dove: Ouesso - Sembé -
Investimento: € 33.000
Data di inizio: 24/09/2025
Avanzamento: In corso
Dove: Vikoteng, Asumbi -
Investimento: € 30.000
Data di inizio: 24/09/2025
Avanzamento: In corso
Dove: Foya City, Lofa County -
Investimento: € 38.000
Data di inizio: 24/09/2025
Avanzamento: In corso